MAPPE MENTALI, GLI ERRORI MADORNALI DA EVITARE

Questa è la prima volta che registro un video prima di scrivere un articolo su un argomento. Ma questa mattina la voglia di spiattellare in faccia la verità su un argomento delicato dello studio universitario, era tale da costringermi a mettermi davanti la videocamera e, come un fiume, dirti la mia. 

Di cosa sto parlando? Beh, degli errori da non commettere assolutamente nella creazione delle tue mappe mentali. 

Mappe mentali, da dove nascono?

Mi preme cominciare questo articolo con una piccola introduzione alle mappe mentali. Questi straordinari strumenti sono stati inventati nella seconda metà del 900 dallo psicologo Tony Buzard, con l’inteno di mettere al servizio di studenti e altre professioni uno strumento che funzionasse proprio come funziona la scatola fantastica che abbiamo tra le nostre orecchie (chiamasi cervello!). 

Ora, non è lo scopo dell’articolo parlarti di come funziona il nostro cervello, cosa che tra l’altro facciamo in un articolo sulla memoria a lungo termine, ti basti sapere che il nostro cervello, quando immagazzina un’informazione, è in grado di collegarla ad altri temi in base a una serie di relazioni.

Più è forte la traccia in memoria, più è facile collegare qualcosa.

Ecco, le mappe mentali funzionano proprio come il cervello. Partendo da un concetto principale, si creano dei rami (o collegamenti) con altri concetti secondari in rete. 

Differenza tra mappe mentali e concettuali

Le mappe mentali sono una cosa, le mappe concettuali, un’altra. 

Le mappe concettuali partono da un soggetto principali e in maniera gerarchica, vengono inseriti tutti i concetti secondari. L’obiettivo è quello di sviscerare in maniera tassonomica (o gerarchico-sequenziale) tutti i temi di un argomento.

Le mappe mentali funzionano in maniera diversa. Da un concetto primario si creano dei collegamenti (a mò di rami) verso altri temi. L’impatto visivo è diversissimo. Guarda tu stesso. 

mappe concettuali

mappa mentale

Gli errori da evitare nel creare mappe mentali

Come creo una mappa mentale? Questo tema è ampiamente spiegato all’interno del manuale avanzato Super Memory, nel quale ti illustriamo le strategie di memorizzazione più avanzate per preparare i tuoi esami universitari.

Tuttavia, il primo step per approcciarsi al mondo delle mappe è capire gli errori che potrebbero commettersi se non si è attenti ad evitarli. 

Quante volte ti capita? Comincia a fare una cosa, ci sbatti il muso e poi eviti di ripeterla uguale. Si ok, hai imparato qualcosa ma quanto tempo avresti risparmiato se avessi conosciuto in anticipo cosa evitare per non sbagliare? Ecco questo articolo serve a questo.

Errore 1, pensare di fare subito una Super Mappa

Una super mappa non è altro che una mappa mentale MOLTO grande, che racchiude di solito tutti gli argomenti d’esame. Il mio consiglio è di evitare di buttarti a capofitto subito in un compito così arduo, il rischio è di creare tanto materiale per poi non sapere come utilizzarlo.

Il paradosso di avere troppe informazioni è che poi NON sappiamo cosa farcene. Parti semplice, comincia a creare le tue mappe mentali da esami con pochi crediti o per letture di svago. Quando ti senti padrone dello strumento cominci piano piano ad utilizzarlo.

Errore 2, non utilizzare i colori nella mappa

“I colori? Ora devo anche fare l’artista?”. No no, niente di troppo creativo, te lo assicuro. I colori servono per classificare le informazioni nella tua mappa cognitiva. Servono nello specifico per farti capire come sono divisi gli argomenti tra loro e a che “ramo semantico appartengono”. Senza i colori sarebbe più difficile per il tuo cervello classificare le informazioni. In questo modo invece saprai come orientarti meglio nel consultare questo strabiliante strumento.

Errore 3, fare un riassunto al posto di una mappa

Questo errore mi fa incazzare come una bestia… ma poi penso che anche io lo commettevo all’inizio, quindi respiro, mi rilasso e cerco di capire perché viene commesso. 

Siamo ossessionati di sapere tutto per l’esame. Nell’articolo sul metodo di studio ti spiego già perché questa convinzione è sbagliata, ed è meglio sapere le giuste cose dannatamente bene.  La mappa cognitiva nasce con uno scopo: ridurre la complessità di ciò che stai studiando. Se la trasformi in un riassunto, che pretendi di ridurre?

Regola AUREA delle mappe mentali: su ogni ramo ci devono essere al massimo una max 3 parole. Quella parola fa scattare dentro di te un’associazione con delle altre. 

E’ come una serie di chiavi che apre una serie di cancelli che ti portano verso dove vuoi arrivare. Ogni cancello che apri, avrà una chiave appesa dalla parte interna che servirà per aprire il prossimo, e il prossimo, e il prossimo!

Errore 4, non nominare i rami

Questo è l’errore opposto al primo. O dovrei chiamarlo orrore?

Creare un ramo senza nominarlo equivale a un buco conoscitivo in mezzo alla mappa. 

Ogni ramo va nominato perché è la sola traccia che hai per ricordare gli argomenti successivi. 

Immagina di creare una mappa su come funziona un computer. 

Dal concetto computer si diramano 2 rami: hardware e __________ parte vuota… (che sarebbe software).

Sotto alla parte vuota potrò scrivere anche tutte cose relative al “software”, ma farò una fatica tremenda a posteriori a capire cosa c’è scritto lì. 

OVVIAMENTE: questo è un esempio banale. Ma pensa questo errore in esami in cui la parte vuota è specifica e molto circostanziale, avoglia a ricercarla…. Sul serio, fai attenzione!

Errore 5, utilizzare le mappe in contesti…sbagliati

Creare una mappa mentale non è adatto a qualsiasi esame. Duro a dirsi ma è così…

Si presta molto meglio in contesti in cui è necessario ricordare molte informazioni e creare discorsi.

In contesti più pratici o tecnici può risultare uno strumento che è di difficile applicazione.

Fare una mappa mentale di un esercizio di fisica o statistica, francamente, non è troppo utile ai fini della preparazione dell’esame… MA, può esserlo, come strumento per te.

Mi spiego meglio, riuscire ad inserire in mappa gli elementi dell’esercizio, i passaggi o comunque le parti dell’esame più importanti può essere comodo perché ti da la possibilità di organizzare le informazioni che dovrai andare a svolgere nell’esercizio. Più utile quindi come supporto a te che come strumento per sostenere l’esame. 

Errore 6, fare una mappa per ogni paragrafo

Evita l’errore di mettere in mappa qualsiasi cosa. In mappa bisogna mettere macro-argomenti, stop. 

Pensaci: la mappa è qualcosa che mette insieme un sacco di informazioni. 

La cartina stradale ad esempio mette insieme tutte le arterie della città. 

Una mappa di un parco giochi mette insieme tutte le attrazioni di un parcogiochi. 

Ha senso creare una mappa per una sola strada? E per una sola giostra? NO, quindi nemmeno per un solo paragrafo.

Mappe mentali, uno strumento in più

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo che ti spiega gli errori madornali da non commettere nella creazione delle tue mappe mentali. Dopo averti dato una disamina di cosa sono le mappe cognitive e come si differenziano dalle concettuali, sono entrato nel vivo degli errori. Ora hai strumenti in più per utilizzarle.

Sei curioso di capire come creare una mappa mentale dall’inizio? Allora è il caso che dai un’occhiata al nostro manuale sulla memorizzazione Super Memory, con una parte esclusivamente dedicata a questo argomento!

Manuale memorizzazione

About the Author Daniele Piani

Ciao sono Daniele e proprio come te fino a qualche tempo fa ero uno studente universitario. Mi sono laureato con 110 e lode ma non è stato tutto semplice! Ho superato paure, distrazioni e problemi di studio. Durante l'università non mi sono fatto mancare niente: ho viaggiato, lavorato, seguito le mie passioni e mi sono divertito. Impossibile? Nah, nel blog ti do tutti i consigli di cui hai bisogno per non morire sotto i libri e raggiungere il TOP! :)

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