ALLENA LA MEMORIA A LUNGO TERMINE E OTTIENI UNA MEMORIA D'ACCIAIO

La memoria a lungo termine (MLT) è probabilmente una delle migliore amiche di uno studente. Ricordare ciò che si è studiato è infatti fondamentale per superare con successo un esame universitario e la memoria a lungo termine è lo strumento principale al quale dedicare le proprie attenzioni.

Da diversi studi, gli scienziati hanno capito che la memoria è governata e regolata dall’ippocampo un’area situata in profondità nel nostro cervello.

Nel tempo si sono susseguite varie teorie fino alla scoperta che non tutte le informazioni sono “archiviate” in un’unica cellula del cervello, ma sono spacchettate e collegate tra loro proprio dall’ippocampo.

Ti è mai capitato di dire l’espressione “…ce l’ho sulla punta della lingua?”.

Utilizziamo questa frase perché siamo sicuri di conoscere una determinata cosa, ma non riusciamo a ricordarla in quel momento preciso. Basta però una piccola informazione collegata a quel ricordo, che tutti i pacchetti vengono rievocati e uniti dal nostro cervello ricreando il ricordo originale.

Più avanti vedremo come migliorare la memoria e lo faremo grazie a tecniche di memoria a lungo termine che sfruttano le potenzialità del nostro cervello e ad alcuni consigli pratici da applicare nella vita di tutti i giorni.

Ora però vorrei spiegarti che tipi di memoria abbiamo e le varie suddivisioni elaborate dai ricercatori negli anni. Nel prossimo paragrafo scoprirai come funziona la memoria.

Sei pronto? Via!

Com’è formata la memoria: non solo memoria a lungo termine

Secondo la prospettiva cognitivista di Atkinson e Shiffrin, la memoria funziona replicando un sistema di immagazzinamento delle informazioni. Nello specifico la memoria ha diversi magazzini:

  • Memoria sensoriale: memoria di brevissimo termine in cui l’informazione percepita dai nostri rimane impressa per qualche secondo;
  • Memoria a breve termine: se si presta attenzione alla stimolazione (ad esempio mi brucio toccando una pentola) l’informazione passa al magazzino della memoria a breve termine. In media il limite di elaborazione di questa memoria è di sette elementi, ed è definita anche come memoria di lavoro. Solo attraverso l’elaborazione e l’organizzazione degli stimoli, le informazioni vengono concatenate ad altre e passano nella memoria a lungo termine. L’importante è sapere che in realtà non siamo poi così multitasking come vogliamo credere, poiché se stiamo svolgendo dei compiti importanti è meglio non affaticare la memoria a breve termine evitando così di perdere le informazioni che stiamo elaborando;
  • Memoria a lungo termine: si tratta della memoria costituita dall’insieme di rappresentazioni di fatti, immagini, sentimenti, abilità ed esperienze che possono perdurare tutta la vita e che risiedono in questo magazzino a lunga permanenza temporale.

Un tempo con la teoria del decadimento della traccia, alcuni studiosi avevano affermato che la memoria a lungo termine tendesse a ridursi e a perdere informazioni nel tempo, mentre oggi sappiamo che, se adeguatamente allenata, la memoria a lungo termine può contenere informazioni per tutta la vita, salvo problemi degenerativi che possono intaccare le cellule in età anziana.

come funziona la memoria

Le suddivisioni della memoria a lungo termine: memoria implicita ed esplicita, memoria dichiarativa e memoria procedurale

A sua volta la memoria a lungo termine è suddivisa in altre tipologie di memoria a seconda di vari fattori.

In realtà si tratta di suddivisioni dei studiosi. Chi la classifica per durata parlerà di breve e lungo termine, chi la classifica per tipo di informazione processata può parlare di memoria implicita o esplicita. In ogni caso se la vediamo nell’ottica del lungo termine, queste variazioni possono essere inserite al suo interno.

La prima che possiamo menzionare è la memoria implicita. Questo tipo di memoria si forma con la ripetizione delle esperienze precedenti. Quando impariamo a guidare pensiamo continuamente ai pedali da premere, alle marce da cambiare e ad ogni singolo movimento. Facendone esperienza però il compito non richiederà più un recupero intenzionale e diventerà una sorta di “habitus”.

Sempre in questo modello della memoria a lungo termine possiamo trovare la cosiddetta memoria esplicita. Al contrario della memoria implicita, qui è richiesta la rievocazione consapevole delle esperienze passate. Non capita tutti i giorni di comprare una macchina, ma data l’esperienza precedente sappiamo a cosa dobbiamo stare attenti quando andiamo in concessionario a scegliere la nostra nuova vettura.

Inoltre troviamo un’altra suddivisione interna, la memoria dichiarativa e la memoria procedurale.

La memoria dichiarativa si riferisce alle conoscenze enunciabili a parole come ad esempio la posizione del letto all’interno del proprio appartamento (il letto si trova in camera che corrisponde alla prima porta a sinistra del corridoio), mentre la memoria procedurale riguarda il compiere un’azione come muovere la mano per cambiare marcia quando si guida (abbassare la mano dallo sterzo al pomello del cambio, premere la frizione, spostare la leva, alzare la frizione). Tecnicamente non è verbalizzabile perché riguarda le azioni vere e proprie, però poi possiamo descrivere le azioni e quindi verbalizzare il ricordo.

Memoria dichiarativa e le sue suddivisioni

Infine la memoria dichiarativa e la memoria non dichiarativa si suddividono a loro volta in altre sottocategorie, a dimostrazione del fatto che il nostro cervello è una macchina altamente complessa.

Infatti possiamo trovare:

  • Memoria semantica: le nostre conoscenze sul mondo esterno (come si volge un matrimonio);
  • Memoria episodica: fa riferimento all’insieme delle informazioni che hanno una specifica correlazione con un episodio o un momento (come si è svolto il matrimonio di Aldo ed Elisa);
  • Memoria autobiografica: gli episodi della vita della persona che ha dei determinati ricordi;
  • Memoria prospettica: mi ricordo di qualcosa che accadrà in futuro (so che ogni 10 del mese ricevo lo stipendio, quindi so che lo riceverò il prossimo mese).

Memoria a lungo termine e associazioni di concetti, immagini e conoscenze

Studi recenti hanno dimostrato che la memora invece di funzionare secondo un sistema di magazzini differenziati è strutturata come una rete associativa di concetti, immagini e conoscenze.

L’idea principale è che la durata della traccia in memoria dipenda dalla profondità con cui lo stimolo è stato elaborato in fase di codifica.

Ad esempio quanto ricordi se una persona ti sta parlando di un nuovo libro che però al momento non ti interessa o non ha catturato la tua attenzione? Oppure quanto ricordi quando ti informi, leggi la descrizione del libro e capisci che fa al caso tuo perché per il tuo livello di conoscenze è arrivato il momento di approfondire quell’argomento?

In questo caso si parla di uno stimolo che verrà codificato in modo diverso dal primo.

Sempre questa teoria della memoria ci dice che ci sono ci sono tre livelli di elaborazione dello stimolo: strutturale (ad esempio il susseguirsi di alcune lettere di una parola), fonetico (le caratteristiche della lingua) e semantico (il livello più profondo come quando ci si focalizza sul significato dello stimolo).

La struttura cognitiva che ne scaturirebbe secondo questa teoria corrisponde ad una rete i cui nodi sono pezzi di informazione connessi tra di loro con link più o meno profondi. L’arrivo di nuovi pezzi di informazioni deve fare i conti con questa struttura presente nella memoria di lungo termine. Alcuni link sono più presenti nella memoria, mentre altri più deboli.

Come migliorare la memoria a lungo termine

Questo ragionamento ci porta alle tecniche di memorizzazione in quanto in esse si cerca di collegare qualcosa che vogliamo ricordare a un’immagine o un luogo molto vividi in memoria, creando così il link di cui ti ho parlato. Lo spieghiamo anche nel nostro articolo su come memorizzare i quiz per i concorsi pubblici.

La tecnica dei loci di Cicerone ad esempio ti permette di collegare un’informazione a un luogo che conosci molto bene. La sua buona riuscita è data dal modo in cui visualizzerai l’informazione (gli darai forma e movimento) e a quanto essa sia legata all’ambiente.

Ad esempio se c’è un albero nel tuo percorso e devi memorizzare l’articolo della costituzione sul lavoro, potresti pensare ad un tagliaboschi vestito da giudice o magistrato (connetti così la legge) che lo abbatte (visualizzi il lavoro). Per rendere più vivida l’immagine potresti sentire il rumore dell’ascia che sbatte sul tronco e vedere le schegge di legno che volano tutte intorno.

Più riuscirai a visualizzare il fatto, anche in modo paradossale, e più ti tornerà in memoria successivamente.

Vedi qual è la differenza da chi cerca di leggere, ripete e imparare a memoria? Non ragionerai più solo sulle parole, ma creerai una piccola storia tramite immagini che ti restano subito impresse perché più “naturali” rispetto a dei segni che formano il linguaggio.

Manuale memorizzazione

Altri fattori per migliorare la memoria

Ok, abbiamo visto come funziona la nostra memoria e abbiamo visto come possiamo allenarla con le mnemotecniche, ma adesso vediamo qualche consiglio più pratico per la vita di tutti i giorni.

Il cervello è uno degli organi più importanti che possediamo ed è sicuramente quello più importante per uno studente universitario. Nonostante questo tendiamo a trascurarci e ad avere pesanti ricadute proprio sul cervello e di conseguenza sulla memoria.

Se pensi di avere problemi di memoria a lungo termine le prossime righe fanno per te.

Di seguito ecco qualche consiglio su: stress, alimentazione e riposo. Non si tratta di indicazioni mediche, ma di semplici consigli di buon senso che ti assicuro funzionano.

Evita le fonti di stress e mantieni il tuo cervello in salute

Da che mondo è mondo è risaputo che lo stress ci fa stare male. In condizioni di forte stress ed ansia tendiamo ad infastidirci subito, non rendiamo come potremmo durante lo studio o il lavoro e soprattutto trattiamo male le persone intorno a noi.

Ma nel caso della memoria a lungo termine, lo stress ha un ruolo fondamentale. Partendo dal fatto che essere stressati ci aiuterà ad essere de-concentrati e meno focalizzati, un forte stress può causare anche danni al cervello.

Alcuni studi scientifici dimostrano che lo stress è in grado di danneggiare le cellule dell’ippocampo, l’area del cervello che comanda la memoria a breve e lungo termine.

Per contrastare lo stress ti consiglio di praticare attività sportiva, se possibile avvicinarti al mondo della meditazione, di mangiare e riposare in modo “corretto” e non lasciare tutto al caso.

Inoltre per te che sei studente ho un consiglio che potrebbe sembrarti scontato, ma che è sempre valido: dovrai acquisire un metodo di studio valido che ti permetta di arrivare al giorno dell’esame senza ansia, ricordando tutti gli argomenti importanti e permettendoti di sostenere un esame orale o scritto di altissimo livello.

Sonno di qualità per un cervello al TOP

Senza entrare nel merito degli studi scientifici, è risaputo che il sonno gioca un ruolo fondamentale per il corretto funzionamento del nostro cervello. Attenzione, concentrazione e memoria sono solo alcune delle funzioni che giovano da un adeguato riposo.

Ci sono diverse tecniche e scuole di pensiero sul sonno, ma quello che ti basta sapere adesso è che dovresti regolarizzare il tuo sonno andando a letto e svegliandoti sempre alla stessa ora. So che è difficile, soprattutto nei weekend, però seguire uno “schema” preciso ti aiuterà a sentirti più riposato durante la giornata.

Una cosa è fondamentale, evita la carenza di sonno. Dormi almeno 7/8 ore per notte. Evita le sessioni di studio notturno prima della consegna di qualche project work o di un esame, non ti aiuteranno e ti faranno sentire ancora più stanco e deconcentrato all’esame.

Alimentazione e memoria, che collegamento c’è?

alimentazione per la memoria

Una dieta equilibrata è alla base del “corretto funzionamento” di mente e fisico. Mangiare in modo sregolato, oltre che a farsi notare sulla bilancia, porterà anche il corpo ad essere meno reattivo e sveglio in determinate condizioni.

Nello specifico il cervello ha bisogno di alimentarsi e il suo carburante è dato da alcune sostanze in particolare:

  • Grassi Omega 3: si tratta di un acido grasso essenziale che troviamo in molti alimenti come frutta secca, noci e mandorle e pesci, salmone e tonno. In svariati studi si è dimostrato come l’Omega 3, agendo sulla fluidità delle membrane cellulari, migliora lo sviluppo cognitivo nei più giovani e aiuta a prevenire i processi degenerativi degli anziani;

  • Acido Folico: consumare cibi con acido folico aiuta a prevenire le malattie che intaccano il cervello e la memoria. Ci sono studi scientifici contrastanti in merito, però molte ricerche dimostrano come l’acido folico, abbinato ad altri micronutrienti come le vitamine B e gli acidi grassi Omega 3, possano apportare un miglioramento delle funzione mnemonico-cognitive. L’acido folico si trova nelle verdure come lattuga e spinaci, nel pane, nelle uova e negli agrumi;

  • Vitamine del gruppo B: le vitamine del gruppo B come la tiamina B1, la niacina B3, la piridossina B6 e soprattutto la cianocobalamina o B12 intervengono in moltissimi processi metabolici. Nello specifico la vitamina B12 aiuta la memoria favorendo il funzionamento del sistema nervoso. La vitamina B12 è presente nei cereali per fare colazione. Inoltre, ad esempio, si trova nelle uova, nel tonno, nella mozzarella, nelle cozze e nella carne bovina;

  • Ferro, Zinco e Magnesio: sono sali minerali che intervengono nella prevenzione del sistema nervoso e favoriscono l’attività cellulare. Essere ben attivi e non sentirsi spossati è fondamentale durante lo studio e aiuta ad essere più focalizzati sull’attività che stiamo compiendo, dando benefici anche alla memoria.

Prendi queste indicazioni con le pinze. Sono convinto che se incrementi l’assunzione si vitamine o di grassi omega 3 la tua memoria non diventerà da un giorno all’altro come quella di un computer di ultima generazione. Ma avere una dieta equilibrata, che abbia al suo interno tipi diversi di cibi e preveda l’introduzione di sali minerali e vitamine ti possa aiutare, alla lunga, a sentirti meglio e migliorare le tue funzioni cognitive.

Io stesso ho avuto dei periodi in cui ho fatto uso di integratori di vitamina B e omega 3 con il consenso del medico curante e mi sono trovato meglio sotto esami e in periodi di stress. Effetto placebo o effetto reale? Non posso dirlo con certezza 🙂

Quello che posso consigliarti però è di bilanciare la tua nutrizione aggiungendo degli alimenti che aiutano la memoria. Comincia a far caso a cosa mangi, riduci i cibi grassi, il fritto, il consumo eccessivo di carni rosse, aumenta il pesce, la frutta e la verdura. Ne gioverai in attenzione e ti assicuro che migliorerai anche la tua memoria a lungo termine.

Memoria a lungo termine, il migliore amico di uno studente

Ti ringrazio per aver letto questo lungo articolo. Se sei arrivato qua, dopo più di 2000 parole, significa che la memoria è un argomento che ti sta a cuore. Se vuoi saperne di più su come sviluppare la memoria ti consiglio di continuare a seguirci.

Inoltre ti consiglio di leggere l’articolo dedicato alle tecniche di memorizzazione.

A presto e buono studio. Che la memoria sia con te!

About the Author Federico Presta

Piacere di conoscerti, sono Federico e ho 27 anni. Mi sono da poco laureato con 110 e lode alla Sapienza di Roma. Durante gli anni della laurea ho lavorato in part-time, ho praticato mountain bike, sono andato regolarmente in palestra, ho suonato il basso elettrico in due gruppi musicali e sono sempre uscito con i miei amici e la mia ragazza. Come ho fatto? Leggi i miei articoli e scoprirai i segreti del mio metodo ;)

>