Musica per studiare, aiuta davvero a concentrarti di più?

Quante volte ti capita di entrare in biblioteca e vedere ragazzi assorti nello studio con le loro cuffie? Persone ascoltano musica per studiare in biblioteca o a casa, ascoltano musica mentre si allenano e mentre lavorano nei co-working o in ufficio.

Ma ascoltare musica mentre si studia ci aiuta davvero a concentrarci di più o è una “moda del momento”?

Intanto, da musicista, volevo fare una piccola premessa sulla musica in generale: essa è nata come strumento di utilità sociale, per unire persone e favorire divertimento e benessere. Detto questo ognuno giova della musica nel modo che preferisce e sicuramente studiare con la musica è diventata un’abitudine positiva.

Ce lo spiegherà la scienza più avanti nell’articolo.

Seconda premessa, più per cultura generale che per reale utilità di questo articolo: differenza fra il verbo ascoltare e il verbo sentire. Ascoltare presuppone un ascolto attivo e concentrato.

Probabilmente mentre studiamo, la musica passa in sottofondo rispetto al compito che stiamo svolgendo. Possiamo perciò affermare che noi sentiamo la musica nel senso che le nostre orecchie sentono dei suoni che corrispondono alla musica. Questo “sentire” non è consapevole al 100% perché il nostro focus è diretto sul compito che stiamo eseguendo.

Partendo da questo presupposto voglio subito dirti che l’ascolto attivo è fonte di distrazione: canticchiare la canzone del momento mentre studiamo farà concentrare il nostro cervello sulla musica e non sui libri.

Sei pronto a scoprire cosa dice la scienza sulla musica e lo studio? Partiamo!

Musica per studiare: cosa ci dice la scienza

Il filone della ricerca scientifica sulla musica per studiare e la musica per la concentrazione è molto ricco e denso di ricerche, soprattutto a partire dagli anni 90 ad oggi. Nonostante questo molti studi, se osservati superficialmente, si contraddicono: alcuni parlano di effetti miracolosi sullo studio, altri invece ci dicono che la musica in realtà non cambia molto il nostro modo di studiare.

Ho selezionato alcuni studi per descrivere differenti effetti. Ma ricorda il cervello umano e le influenze che provengono dall’esterno sono troppo variabili e il livello degli studi attuali è ancora lontano dal poterlo capire completamente.

Per questo prova su te stesso tutti i consigli che troverai nell’articolo, si tratta di un tema molto soggetto.

Musica per concentrarsi: davvero la musica ci fa concentrare di più?

Il primo risultato di cui vorrei parlarti è emerso dallo studio di Rong-Hwa Huanga and Yi-Nuo Shihb del dipartimento di Business Adiministration del College di Taiwan dedicato ad indagare se la musica possa influenzare la concentrazione durante il lavoro.

Nelle ipotesi si è cercato di capire in primis se la musica possa influenzare il comportamento e la concentrazione e, in secondo luogo, se la musica che amiamo o detestiamo ha influenze differenti dalla musica che ci risulta essere “neutrale”.

Ebbene, agli 89 partecipanti della ricerca sono stati sottoposti alcuni test sull’attenzione e, dopo esser stati divisi in 4 gruppi (uno senza musica e 3 con generi musicali differenti) si è osservato che chi lavora in totale silenzio ha ottenuto i risultati migliori ai test; gli altri gruppi hanno ottenuto dei risultati leggermente peggiori, ma senza differenze sostanziali fra i generi.

Se i generi musicali non hanno cambiato il livello di attenzione, gli studiosi si sono accorti che c’era un’altra variabile ad influenzare negativamente i risultati.

I ricercatori hanno chiesto di indicare alle persone il loro grado di gradimento dei brani ascoltato in una scala da 1 a 5.

Coloro che hanno apprezzato maggiormente o che hanno “disgustato” le canzoni sono stati coloro che hanno avuto i risultati peggiori.

Cosa ci indica questo studio?

Che studiare e lavorare in completo silenzio porta benefici maggiori, ma se c’è musica di sottofondo, quella che dà i migliori risultati è quella che ci risulta essere “neutrale”, al di là del genere ascoltato.

Ed io mi trovo a confermare questa indicazione in quanto, appassionato di Jazz, se ascolto musica Jazz di autori che conosco, resto rapito dalle note delle loro improvvisazioni e mi distraggo maggiormente dal compito che sto eseguendo.

Questo non è l’unico studio ad aver evidenziato che il silenzio è meglio di qualsiasi tipo di rumore.

Studiare con la musica: peggio del silenzio, meglio del rumore di fondo

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In una ricerca del 2002 svolta in una scuola con bambini di 10-12 anni si è dimostrato che i compiti di comprensione e memorizzazione raggiungono il loro massimo livello in ambienti completamente silenziosi invece che rumorosi (che siano rumori di sottofondo o musica).

Ma di contrario ambienti come aule universitarie, biblioteche, la propria casa e bar con molta gente al suo interno hanno generalmente un livello di rumori di fondo elevato.

Nello studio del 2011 di Stacey Dobbs, Adrian Furnham e Alastair McClelland, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Applied Cognitive Psychology”, si è dimostrato che questo rumore di fondo è ciò che porta ad essere meno concentrati e di conseguenza meno produttivi.

È per questo che si usa la musica per studiare o i suoni di sottofondo come il rumore del vento, della pioggia o i classici rumori bianchi per isolarsi e aumentare la concentrazione.

Una curiosità: lo stesso studio evidenzia che la musica ha effetti differenti su soggetti introversi ed estroversi.

  • Persone introverse: nonostante i soggetti introversi tendono a chiudersi in se stessi, ad isolarsi ed avere meno rapporti sociali, la ricerca dimostra che su di loro la musica, e altri rumori ambientali, peggiorano le loro performance di studio e apprendimento;
  • Persone estroverse: al contrario le persone estroverse riescono meglio a “sopportare” il rumore esterno, soprattutto se si tratta di musica e, proprio per questo, la musica li aiuterebbe a concentrarsi meglio.

Generi musicali, qual è la migliore musica per concentrarsi

Se, come abbiamo visto, alcuni studi non sottolineano differenze particolari sul genere, ma si soffermano sul “gusto” di chi ascolta, altri hanno evidenziato come alcune tipologie di musica riescano a farci concentrare di più durante le nostre sessioni di studio.

A tal proposito è famoso “l’effetto Mozart” secondo il quale le persone che ascoltano le opere di Mozart tutti i giorni sarebbero più intelligenti. In particolare ci sono alcuni studi che dimostrano come ascoltare musica classica durante lo studio migliori la concentrazione e la resa.

Ma quale musica classica ascoltare per studiare?

A mio parere, e non solo, dobbiamo restringere il cerchio perché l’etichetta musica classica è veramente molto ampia (tant’è che prima del blues e del pop esisteva solo la musica classica e le sue miriadi di sfaccettature).

La musica migliore per studiare è quella composta da pochi strumenti come le sonate per 1 o 2 pianoforti o i quartetti d’arco.

Ma non lo dico solo io, lo spiegano alcuni scienziati tra cui Frances Rauscher uno psicologo dell’università del Wisconsin. Secondo lui il pezzo migliore per la concentrazione e lo studio sarebbe proprio la Sonata di Mozart in Re maggiore per due pianoforti.

Evita le opere per orchestre numerose, piene di suoni e passaggi che tendono a catturare l’attenzione del cervello.

Questo, in accordo con quanto scritto sopra, vale soprattutto per le persone che amano la musica classica (come io amo il jazz e con quello mi deconcentro).

Come già detto la regola è: prova su te stesso per capire se questo genere musicale può apportare dei benefici al tuo studio o no.

Canzoni rilassanti per studiare: chillout, lounge music, elettronica soft

Un genere di musica che prediligo quando studio o sto lavorando è la chillout o l’elettronica leggera.

Ti linko un paio di playlist di Spotify che mi permettono di avere un vero e proprio boost.

logo spotify

BRAIN FOOD

https://open.spotify.com/user/spotify/playlist/37i9dQZF1DWXLeA8Omikj7

logo spotifyELECTRONIC CONCENTRATION

https://open.spotify.com/user/spotify/playlist/37i9dQZF1DX3XuTDjo5z5z

Questo genere di musica rilassante per studiare è ottimo perché non contiene ritmi incalzanti, non ha parole e utilizza suoni elettronici alcune volte assimilabili a rumori bianchi.

Sicuramente non è il genere di musica adatto ad un party serale, ma fidati, prova a studiare una mezz’oretta con queste playlist. Mi raccomando spegni il cellulare e segui i consigli su come concentrarsi nello studio che abbiamo pubblicato. Non basta la musica per lo studio per entrare nello stato di flow.

Musica Rock e ritmata: non è la musica adatta allo studio

Alcune persone riescono a studiare con la musica rock, ma nella media le ricerche hanno dimostrato che canzoni rilassanti dai ritmi dolci riescono a farci focalizzare di più.

A confermarlo anche uno studio del 1997 che indica che il tipo di musica ascoltata fa variare i risultati di alcuni test cognitivi sottoposti alle persone coinvolte nella ricerca.

Canzoni con parole o senza

Un altro punto molto interessante è quello sulla musica con il cantato o no.

La migliore musica per studiare è proprio quella senza cantato, ma per spiegartelo devo illustrarti velocemente il concetto di memoria di lavoro.

In questo modello gli psicologi spiegano che le parole ascoltate impegnano il “Loop Fonoarticolatorio” ovvero la parte del cervello che tratta la fonetica e le parole. Se stiamo ascoltando un discorso è grazie a questa parte di cervello che la possiamo elaborare e comprendere.

Prova a immaginare di star leggendo una parte importante del tuo libro di filosofia e poi di ascoltare l’ultima canzone di Rovazzi. Il tuo “loop fonoarticolatorio” entrerà letteralmente in loop. J

Come avrai capito la musica che aiuta a studiare è quella senza parole.

Se vuoi approfondire puoi leggere il nostro articolo su come funziona la memoria a lungo termine.

Riassunto: Musica per studiare, la guida definitiva

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Ok, lo ammetto, mi sono fatto prendere dal mio lato scientifico e forse l’articolo può risultati complesso.

Per questo ho voluto riassumere di seguito quando si hanno benefici nello studiare con la musica:

  1. Silenzio VS Musica: alcuni studi ci hanno mostrato che il silenzio totale ci permette di svolgere al meglio compiti cognitivi. Ma possiamo davvero raggiungere il silenzio totale?
  2. Rumore di sottofondo VS Musica: ebbene, se studiamo in ambienti rumorosi, dobbiamo assolutamente avere delle playlist di musiche per concentrarsi, ti accorgerai di come il tuo focus aumenterà a dismisura;
  3. Introversi VS Estroversi: sembra una cosa di poco conto eppure la scienza ha dimostrato come le persone introverse mal sopportano la musica dello studio, al contrario degli estroversi. Qual è la tua esperienza in merito?
  4. Amore/odio VS nessun sentimento: la musica che aiuta a studiare dovrebbe risultarci neutra e rilassante, bandite le canzoni che amiamo o quelle che proprio odiamo. In entrambi i casi il nostro cervello si concentrerà sulle canzoni piuttosto che sullo studio;
  5. Generi musicali: cerca di prediligere canzoni rilassanti per studiare al posto di musica rock, dance e ritmata;
  6. Canzoni con testo VS Canzoni senza cantato: infine prediligi musica per studiare senza cantato, come abbiamo visto la nostra memoria di lavoro ne potrà risentire pesantemente.

Qual è allora la musica adatta per studiare?

Dovresti creare una playlist con canzoni rilassanti, senza testo, di musica classica (leggera) o elettronica (leggera) / chillout e… mi raccomando non scegliere canzoni che ami!

Ti lascio con qualche playlist su Youtube e Spotify di musica rilassante per studiare, fammi sapere cosa ne pensi nei commenti!

logo spotifyPlaylist Lofi Hip Hop Music: https://open.spotify.com/user/chilledcow/playlist/6eHO8aX6lHu3e6bem8r2rq

About the Author Federico Presta

Piacere di conoscerti, sono Federico e ho 28 anni. Mi sono laureato con 110 e lode alla Sapienza di Roma. Durante gli anni della laurea ho lavorato in part-time, ho praticato mountain bike, sono andato regolarmente in palestra, ho suonato il basso elettrico in più gruppi musicali e sono sempre uscito con i miei amici e la mia ragazza. Come ho fatto? Leggi i miei articoli e scoprirai i segreti del mio metodo ;)

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