Non riesci a studiare?
Come superare il blocco dello studente

Panico. Non ne va giusta una!

So che devo studiare quei 3 libri per l’esame, ma non c’è niente da fare. La mente si annebbia appena mi avvicino alla prima pagina.

“Riuscirò a farcela questa sessione? La laurea non è poi così lontana in fondo.”

Il flusso dei pensieri è inesorabile, poi arriva il pensiero della consapevolezza.

“Ok, non riesco a studiare e non so nulla… Cancelliamo la prenotazione, sarà per il prossimo appello.”

Click. Email di risposta: cancellazione effettuata.

Eppure Giorgia i primi due anni li aveva superati brillantemente, poi un paio di voti brutti, la noia e la difficoltà a concentrarsi durante lo studio.

E fu così che entrò in blocco.

Questo è solo uno degli scenari possibili, eppure tantissimi studenti si trovano in situazioni simili. Il paradosso è che queste situazioni arrivano così all’improvviso e magari anche verso la fine del proprio percorso di studi.

Nell’articolo di oggi parliamo proprio del blocco dello studente e del riuscire a studiare nel modo corretto.

Sei pronto, sei pronta? Allaccia le cinture, prendi carta e penna e cominciamo subito.

Cos’è il blocco dello studente: come riconoscerlo

Partiamo con capire insieme cos’è effettivamente il tanto famigerato blocco dello studente.

Si tratta di una condizione psicologica per colpa della quale non riusciamo più a studiare nulla, vedendo quasi del tutto azzerati i propri risultati, diminuendo man mano il numero di esami dati fino al momento di vera e propria paralisi.

Si pongono di solito 2 ostacoli:

  • Il blocco psicologico derivante dai propri pensieri. Si fa sempre più pressante la sensazione di non riuscire a combinare nulla di buono e ci si ripete di non essere all’altezza pensando, fra le altre cose, di aver sbagliato nella scelta della facoltà;
  • Un ostacolo esterno che si riflette sempre nel nostro “Io”. In pratica pensiamo che gli altri abbiano pensieri negativi su di noi, perché non stiamo raggiugendo risultati positivi. Questo comporta il calo dell’autostima e ci porta in un mindset tremendamente negativo.

A questo punto il blocco psicologico si manifesta nello studio alimentando un circolo negativo e limitandoci non solo nei pensieri ma nello studio stesso.

Cominciamo ad essere meno performanti, meno efficaci nello studio e ci perdiamo in pensieri ascoltando la nostra vocina interiore lamentarsi e, se possibile, scaricare le colpe sugli altri: i prof cattivi, le materie difficili, i problemi della vita al di fuori dell’università e via dicendo.

Impara a riconoscere i blocchi psicologici inconsci

Partiamo col dire che si potrebbero sviluppare pagine e pagine su questo argomento, ma vorremmo mantenerlo snello per passare poi alle strategie pratiche.

Tutti noi abbiamo una mente conscia e un subconscio che collaborano nel generare comportamenti e azioni che compiamo tutti i giorni (compreso il non studiare).

Nella mente conscia utilizziamo spesso la logica e quando ci mettiamo di fronte ad un problema magari riconosciamo che tutto sommato possa essere anche una stupidaggine.

Un secondo dopo però, quando penseremo ad altro o proveremo a studiare, ecco che il subconscio ci blocca.

Bene il primo passo è riconoscere ciò che ci blocca.

Parlando con centinaia di studenti abbiamo raccolto quali sono i principali blocchi psicologici inconsci, spesso infatti gli studenti non se ne rendono conto, ma dal modo in cui parlano e dalle parole che utilizzano, si arriva a delineare una situazione abbastanza chiara. I blocchi sono:

  • Noia e mancanza di voglia di studiare: spesso quando cala la motivazione cala anche la voglia di studiare, generando noia e facendoci perdere tempo dietro i libri. Si comincia da pochi minuti per arrivare a ore e ore perse dopo poche settimane. Impara a riconoscere subito i segnali e a ritrovare la voglia di studiare, ne abbiamo parlato in un articolo approfondito;
  • Ansia e stress: questo argomento è davvero uno dei più dibattuti dagli studenti. La maggior parte di noi infatti ha provato emozioni di ansia, sia il giorno stesso dell’esame che nei giorni precedenti. Il problema non è tanto sperimentare ansia, quanto far in modo che l’ansia non ci blocchi giorni e giorni prima creando pensieri negativi. Abbiamo pubblicato un articolo sull’ansia da esami, lo trovi qui;
  • Senso di colpa: oggi decidi di dedicare qualche ora ai tuoi hobby o per incontrarti con degli amici. Eppure il senso di colpa ti assale e magari lasci stare e torni sullo studio. Eppure la stanchezza prende il sopravvento e non combini niente di buono.

Queste tre emozioni, questi tre stati, ci portano alla sensazione di perdere il controllo.

Come la nostra collega immaginaria Giorgia nell’introduzione, si arriva a pensare: “ma come cavolo facevo a studiare così bene, a prendere bei voti e ad avere una buona media, mentre oggi a mala pensa riesco a prendere un 18?!”

Il senso di impotenza prevale, non riesci più a studiare e ti buttiamo sempre di più giù andando incontro al fatidico blocco dello studente.

Infine ci sono quelle paure che ci bloccano ad esempio dal presentarci ad un appello, come la paura di fare brutta figura all’esame.

Due strategie concrete per combattere il blocco dello studente

Come abbiamo detto, non riuscire più a studiare ci può portare rapidamente ad un blocco. La prima cosa da fare è prendere consapevolezza di questo e non è facile.

Se hai trovato questo articolo su Google, significa che potresti essere a due stati.

Il primo è quello che ti porta a cercare cose del tipo “non riesco a studiare”. Se è il tuo caso, ti stai rendendo conto che in effetti non riesci a studiare, ma questo non significa per forza che c’è un blocco in atto.

Magari la materia è complessa, oppure hai un calo di prestazioni. Se questo è il tuo caso, rimboccati le mani e apprendi un nuovo metodo di studio per l’università che sia in grado di darti quel qualcosa in più che ti manca.

Se invece il problema è diffuso su più esami, oppure hai cercato proprio cose come “sono bloccato nello studio”, “ho il blocco dello studente e simili”, allora significa che sei già sulla buona strada poiché hai riconosciuto di avere un problema.

Come affrontare il blocco? Ti sto per dare due strategie che possono portarti fuori dalla tua zona di comfort e per questo, risultare spiacevoli.

Ma uscire dalla propria zona di comfort significa provare a cambiare, per dare una svolta alla propria situazione. Un cambiamento non è mai una cosa semplice e richiede sempre impegno e dedizione.

blocco dello studente

Strategia della peggiore ipotesi

Fai questo esercizio mentale: prova a pensare tutte le possibili cose che possono succedere se non sei preparato/a all’esame e cosa comporta successivamente.

Dedica una mezzoretta a questo pensiero, oggi, domani e per una settimana. Cerca di sperimentare tutto come se fosse vero. Non deve essere sempre uguale, si può evolvere come si evolverebbe una situazione reale.

Questo è un esempio di peggior fantasia universitaria:

  1. Mi presento all’esame orale ma ho un po’ di confusione in mente e ansia
  2. Mi comincia ad interrogare
  3. Rispondo vagamente alla prima domanda
  4. Comincio a sudare a freddo
  5. La professoressa si innervosisce e mi fa domande più puntigliose
  6. Vado in blocco, non rispondo
  7. La prof mi boccia e mi dice di tornare più preparata
  8. Esci dall’aula e ti prende una crisi d’ansia, trattieni a stento le lacrime
  9. Ti comincia a far male la testa, vai in bagno per non farti vedere
  10. Torni a casa e lo comunichi ai tuoi genitori
  11. Si arrabbiano e ti dicono che devi rimetterti in riga, non vogliono pagare le tasse più alte per i fuori corso

Ok mi fermo qui.

Starai pensando che è un esercizio inutile vero? In realtà questo serve ad abituarti a convivere con possibili scenari ed emozioni negative.

Alcune volte infatti raggiungiamo un vero e proprio esaurimento da studio e magari non superiamo l’esame nonostante tutto il tempo dedicato. Ecco che i sentimenti negativi affiorano e minano il nostro percorso.

Nota bene: noi diciamo di essere ottimisti e positivi. Dobbiamo vedere il lato buono e giusto dei fatti e delle persone (tipo che non bisogna pensare che il prof è stronzo a priori).

Ad ogni modo gli eventi negativi accadono e invece di respingerli dobbiamo essere in grado di conviverci per un periodo di tempo più o meno lungo.

Quindi non ti stiamo dicendo di creare un possibile futuro negativo e che, secondo la legge dell’attrazione o della profezia che si auto avvera, se ci penserai intensamente si avvererà. Devi invece essere consapevole che tu puoi fare di meglio e raggiungere dei risultati ottimi (nello studio e nella vita). Però puoi e devi abituarti anche alle “sconfitte” per renderle meno traumatiche.

Se questo non riesce a sbloccarti, ti propongo una strategia estrema.

Prendila così: sei in blocco e non dai più esami? Il rischio è quello di non riuscire a laurearti. Allora se la seguirai non potrà danneggiarti più di tanto.

Fatti bocciare volontariamente per 3 volte

Ok forse avrai storto il naso appena hai letto il titolo.

Se nella precedente strategia ti ho portato a “pensare” alla peggiore delle ipotesi e quindi a familiarizzare con la sensazione spiacevole, cercando di renderla reale e capire attivamente in che stato poi ti trovi e come puoi agire per risolvere il problema, qui si va a vivere qualcosa che non vorremmo vivere.

È una strategia “estrema”, se ti trovi in bocco più totale e non sai come uscirne.

Studia quel che riesci a studiare, anche se ricordi poco o niente, vai all’esame. Prova a rispondere a qualche domanda, poi comincia a sbagliare o a fare scena muta.

Fatti bocciare.

Sarà spiacevole, ti sentirai in imbarazzo, ti vergognerai. Proverai le sensazioni più spiacevoli che ci sono in ambito universitario.

Hai capito bene. Per superare il blocco dello studente, devi abituarti ad esporti a situazioni spiacevoli.

Cosa succede poi? Nulla.

Vedrai che la vita continua, proprio come prima. Per questo, RIPETI questa strategia almeno due o tre volte con esami diversi. Probabilmente ci prenderai gusto, ma comincerai a scacciare la sensazione negativa che ti attanaglia.

Scoprirai che: non studiare ti è costato qualche minuto di vergogna davanti al prof, ma tutto sommato si continua a vivere. D’altronde i problemi veri sono altri, giusto?

Ok, ora che hai capito che farsi bocciare non equivale a una diagnosi di malattia terminale hai acquisito la forza per affrontare un’eventuale bocciatura, anche se hai studiato tanto e ti sembrerà di “aver perso tempo”.

A questo punto rimboccati le mani e fai tesoro di un esame andato male. Come fare? Ti invito a leggere la guida sul come recuperare una bocciatura.

Blocco dello studente: per concludere

Speriamo che l’articolo sul non riuscire a studiare e bloccarsi negli studi sia stato d’aiuto per te.

Dopo aver capito che il blocco dello studente è in realtà un blocco psicologico nello studio, ti ho mostrato due strategie pratica, ma potenzialmente difficili da attuare.

Se non riesci a studiare perché la tua mente è invasa da pensieri negativi ti consigliamo di provare prima a livello di pensiero e poi, se non ha funzionato, a livello pratico, di sperimentare le situazioni di cui hai paura e che forse ti stanno bloccando.

Sono consapevole che le due strategie possano sembrare estreme, ma se sei da diversi mesi sei in blocco devi provare ad estremizzare le tue azioni e uscire dalla tua zona di comfort.

Se invece continui a pensare che non sei in grado o non sei all’altezza, ti consigliamo la lettura dell’articolo dedicato all’autostima di uno studente universitario, dove si parla del perché cala e come cercare di recuperarla per non bloccare il proprio percorso universitario.


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About the Author Federico Presta

Piacere di conoscerti, sono Federico e ho 28 anni. Mi sono laureato con 110 e lode alla Sapienza di Roma. Durante gli anni della laurea ho lavorato in part-time, ho praticato mountain bike, sono andato regolarmente in palestra, ho suonato il basso elettrico in più gruppi musicali e sono sempre uscito con i miei amici e la mia ragazza. Come ho fatto? Leggi i miei articoli e scoprirai i segreti del mio metodo ;)

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