Studiare e lavorare: è possibile laurearsi lavorando?

Dalla ricerca condotta da me e Daniele nel 2018 il 27% degli studenti nel campione ha dichiarato di essere uno studente lavoratore. Di questi il 22% ha dichiarato di studiare e lavorare full-time mentre il 5% di studiare e lavorare part-time.

Il tema di laurearsi lavorando è molto dibattuto e se ne sentono di tutti i colori. Molti studenti faticano a conciliare lavoro e studio eppure molti altri riescono a laurearsi con successo anche svolgendo un’occupazione.

In questo articolo analizzeremo tutte le varie possibilità e ti suggerirò una piccola ricetta per cercare di massimizzare il poco tempo a disposizione se si decide di frequentare l’università e lavorare contemporaneamente.

Studio e lavoro, le diverse modalità di convivenza

Cominciamo con il dire che alcuni studenti sono costretti a trovare un lavoretto per potersi quanto meno pagare gli studi senza gravare completamente sulle finanze familiari.

Altri decidono di farlo perché vogliono rendersi indipendenti e per farsi le ossa direttamente nel periodo di studio.

Ci sono varie tipologie di lavoro:

  • Lavoro Freelance: quando una persona apre una partita iva e, in proprio, realizza lavori per i clienti committenti. Ad esempio un grafico può realizzare loghi a piccole imprese e farlo in totale autonomia;
  • Lavoro part-time: lavoro da dipendente con la metà delle ore rispetto ad un lavoratore tradizionale. Una commessa con un numero di ore ridotte e dei turni prestabiliti può essere considerata una lavoratrice part-time ad esempio;
  • Lavoro full-time: lavoro da dipendente che richiede la presenza sul posto di lavoro per almeno le 8 ore canoniche al giorno (sabato e domenica esclusi). Ci sono eccezioni e tipi di contratti diversi, ma full-time sostanzialmente indica una persona impiegata a tempo pieno.

A seconda del tipo di lavoro che si sceglierà di svolgere cambierà anche l’attitudine all’università e allo studio, in primis per le minori ore a disposizione per frequentare le lezioni e studiare. In secondo luogo per la stanchezza fisica e mentale che aumenta all’aumentare delle ore di lavoro.

Come vedremo università e lavoro sono però, a mio avviso, due facce della stessa medaglia. Quella della crescita personale dello studente che permetterà ad esso di ottenere da subito competenze spendibili al termine della laurea, che altrimenti non avrebbe.

Freelance, collaborazioni o lavori a chiamata

Chi decide di intraprendere un lavoro da libero professionista è probabilmente il più avvantaggiato nella categoria degli studenti lavoratori.

Perché? Perché un freelance può gestire autonomamente il tempo di studio e lavoro in base alle sue esigenze.

Lavorare e studiare diventano così due attività possibili da svolgere in contemporanea senza inficiare eccessivamente la qualità di vita.

Nella categoria dei freelance, sebbene diversi come tipologia contrattuale, inseriamo per praticità anche tutti quei lavori occasionali che sono svolti magari per un solo mese, oppure i lavori a chiamata come il cameriere del sabato sera e il ragazzo che consegna la pizza.

Anche questa tipologia di lavori si può conciliare abbastanza bene con lo studio in quanto essendo svolta in orari serali o nel weekend, lo studente potrà tranquillamente seguire le lezioni o avere il tempo per studiare e lavorare contemporaneamente.

Studiare e lavorare con un contratto part-time

Un lavoro part-time comincia ad essere sicuramente più impegnativo rispetto a quello del freelance.

Anche questo è vero in parte, perché un freelance potrebbe essere molto impegnato, ma sta a lui decidere se accettare tutte le commesse lavorative o comunque procacciarsi lavoro per più tempo di quanto possa dedicarci frequentando anche l’università.

In ogni caso io personalmente ho studiato e lavorato in contemporanea per 5 anni, seguendo proprio la formula del part-time (oltre che fare piccoli lavoretti da freelance per non farmi mancare nulla).

Ritengo che sia una delle forme di studio e lavoro più complete e vantaggiose per uno studente, nonostante questa forma contrattuale obbligherà lo studente lavoratore a dover saltare qualche lezione.

Inoltre è fondamentale che l’azienda che offre il lavoro sia disposta in qualche modo a rivedere i turni al cambio delle lezioni. Se per esempio trovi un lavoro in ufficio, non dovrebbero esserci problemi in tal senso.

Laurearsi lavorando part-time è sicuramente possibile.

Con un minimo di sforzi in più potrai ritrovarti alla fine del percorso con alcuni anni di esperienza pratica sul campo (meglio se lavori nel settore che stai studiando all’università) oltre che a un titolo di studio superiore.

Studiare lavorando full-time: l’ipotesi più dura

Un lavoro full-time è di gran lunga più impegnativo rispetto alle formule presentate sopra.

Studiare lavorando full-time risulta essere la più difficile combinazione e, io personalmente la sconsiglio ad uno studente “classico”.

Per chi già lavora e vuole prendersi la laurea o per chi è obbligato per motivi economico-finanziari, il discorso è differente. Se non si può far a meno di lavorare full-time ma si vuole conseguire una laurea allora è l’unico modo per farlo.

Ma se sei uno studente tradizionale, che ha finito le superiori e vuole laurearsi, il lavoro full-time non è la soluzione migliore.

Questo perché studiare lavorando almeno 8 ore al giorno significa ritagliarsi qualche ora la sera (non quanto basta per rimanere in corso) e studiare quando si è stanchi.

In ogni caso per chi studia e lavora con questa modalità suggerisco di informarsi presso la propria università sui piani di studio part-time.

Questi piani di studi permettono di dichiarare in anticipo quanti anni serviranno per laurearsi, evitando così di andare fuori corso e pagare delle tasse aggiuntive.

Se non altro, anche se impiegherai più tempo per conseguire la laurea, almeno riuscirai a non essere bersaglio delle multe per chi va fuori corso.

studiare e lavorare

I miei suggerimenti personali su studio e lavoro

Dopo aver analizzato le differenze fra tipo di lavoro, vorrei dedicare un piccolo paragrafo sull’importanza di lavorare e studiare contemporaneamente.

Svolgere un lavoro, anche se in proprio o part-time, è un’attività altamente formativa.

I vantaggi sono innumerevoli e vanno dalla sfera personale all’immagine di sé.

Il lavoro aiuta gli studenti ad essere più produttivi, a formarsi, a fare esperienze.

Molti genitori sono soliti dire: “non lavorare, non serve, ora è il tempo dello studio. Ci pensiamo noi a pagare le spese dell’università”.

Autostima: alcuni studenti si potrebbero sentire più motivati e potrebbero sentirsi meglio se riescono a non “dipendere” più dai genitori. Se per alcune persone è comodo rimanere sotto l’ala protettiva dei propri genitori, molti sentono un forte bisogno di indipendenza e per loro un lavoretto da affiancare allo studio potrebbe essere una soluzione.

Migliorare la propria organizzazione: c’è differenza tra passare una giornata a casa o in biblioteca a studiare (o fare finta di studiare) oppure passare 4 ore in ufficio e poi avere solo metà giornata per andare avanti con lo studio. Nel secondo caso, lo studente lavoratore deve per forza migliorare le sue doti organizzative e di gestione del tempo altrimenti in pochi mesi si ritroverebbe subito fuori corso.

Inoltre, a seconda del lavoro che svolgerai, dovrai imparare ad essere più organizzato. Il lavoro stesso ti darà degli strumenti e ti accorgerai come il contesto lavorativo sia più “veloce” rispetto alla vita di tutti i giorni. Questa è una grande scuola per il futuro, cosa che l’università italiana purtroppo non fa.

Migliorare le abilità di lavoro in team e di comunicazione: lavorare e studiare non è solo aumentare la propria autostima ed essere più bravi a organizzarsi, ma è anche apprendere una serie di “soft skills”, ovvero abilità secondarie rispetto a quella principale (sono un programmatore informatico, un ingegnere, un medico ecc.) che saranno utilissime anche all’interno dell’università stessa, oltre che nella vita di tutti i giorni.

Me ne sono reso conto in prima persona durante la magistrale dove ho svolto molti project work in gruppo. L’abilità di lavoro in team raggiunta nella mia occupazione mi ha aiutato a rendere i project work in gruppo più semplici, organizzati e ben strutturati, ottenendo sempre il massimo dei voti.

Laurearsi lavorando: la mia personale ricetta

Ok siamo arrivati quasi al termine dell’articolo. Di seguito qualche consiglio utile a chi studia e lavora e si sta trovando in difficoltà.

Come affrontare lo studio se molto tempo è portato via dal lavoro?

Io personalmente sono riuscito a coniugare studio e lavoro grazie a questi punti fondamentali:

  • Frequenza delle lezioni: attenzione alle materie che vuoi seguire. Probabilmente se lavori e studi non potrai seguire tutte le lezioni, quindi impegnati a seguire i primi giorni di tutti i corsi per capire così quali professori vanno seguiti e quali no. Ad esempio puoi far caso se il professore legge solo le slide oppure spiega dicendo cose differenti. Oppure se apprezza la partecipazione degli studenti facendo domande e coinvolgendoli o no. Infine se sono presenti esoneri o project work che richiedono comunque la presenza;
  • Appunti chiari e ordinati: quando decidi di seguire una lezione, allora dovrai massimizzare l’impatto di quel tempo. Prendi appunti chiari, schematizzati e cerca di capire tutto il filo logico del professore. Quando studierai il libro potrai unire appunti a ciò che apprendi dai libri senza dove ricopiare gli appunti in bella come fanno molti studenti.
    Seppur sembrano utili, evita le registrazioni. Se non segui una lezione è perché non hai tempo o perché non vale la pena da seguire. Perché allora sprecare 2/3 ore a casa, magari di sera quando si è stanchi, a sbobinarsi una registrazione? Sconsigliata!
  • Stringi relazioni e amicizie importanti: frequentare le giuste persone è fondamentale per chi lavora e studia, questo perché si può contare sempre sugli amici per appunti, riassunti o chiarimenti nel momento che non si è potuta seguire una lezione o si è in ritardo con lo studio;
  • Gestione del tempo e organizzazione personale: laurearsi studiando e lavorando contemporaneamente richiede una forte predisposizione all’organizzazione e alla pianificazione. Programma le tue settimane inserendo a calendario gli orari di studio. Non puoi lasciare le cose al caso: pensa, andare fuori corso velocemente senza rendersene conto!

Studiare, lavorare e laurearsi in tempo: è dunque possibile?

Si!

Studiare, lavorare e laurearsi in tempo è possibile se si è disposti a compiere qualche sacrificio iniziale, a gestire ottimamente il tempo e a dedicare passione e impegno a ciò che si fa.

Il lavoro, se part-time, è assolutamente consigliato ad uno studente che voglia acquisire più competenze pratiche, sia sul settore che si sta studiando, sia per competenze comunicative, relazionali e organizzative personali!

E tu, lavori e studi? Come concili insieme lo studio e il lavoro? Fammelo sapere nei commenti, sarò felice di discuterne insieme a te! 🙂

About the Author Federico Presta

Piacere di conoscerti, sono Federico e ho 27 anni. Mi sono da poco laureato con 110 e lode alla Sapienza di Roma. Durante gli anni della laurea ho lavorato in part-time, ho praticato mountain bike, sono andato regolarmente in palestra, ho suonato il basso elettrico in due gruppi musicali e sono sempre uscito con i miei amici e la mia ragazza. Come ho fatto? Leggi i miei articoli e scoprirai i segreti del mio metodo ;)

>

Scopri il Gruppo Facebook di Studente Top e apprendi le migliori tecniche di studio